Si è svolta venerdì 26 giugno, a Porto San Giorgio, la seconda giornata di formazione promossa da AMAP nell'ambito del progetto europeo JOINABLE, cofinanziato dal Programma Interreg VI-B IPA ADRION 2021–2027. L'iniziativa, rivolta alla cittadinanza, agli operatori del settore ittico e agli stakeholder del territorio, è stata dedicata al tema del monitoraggio di plastiche e microplastiche marine e alle opportunità offerte dall'economia circolare per la tutela degli ecosistemi marini, sia costieri che profondi.
Realizzato con il supporto del Consorzio CO.GE.PA., l'incontro ha rappresentato un'importante occasione di sensibilizzazione, confronto e approfondimento sui temi della salvaguardia del mare, della raccolta dei dati ambientali e dell'impiego di strumenti e tecnologie innovative per il monitoraggio dei rifiuti marini.
Ad aprire i lavori è stato il vicepresidente di AMAP, Marco Rotoni, che ha presentato l'Agenzia e gli obiettivi del progetto JOINABLE, finalizzato a promuovere modelli di economia blu circolare e soluzioni sostenibili per la gestione dei rifiuti marini nell'area Adriatico-Ionica. Nel corso dell'evento sono stati illustrati gli strumenti digitali sviluppati nell'ambito del progetto per il monitoraggio dei rifiuti recuperati durante le attività di monitoraggio e clean up delle spiagge, con un focus particolare sulla segnalazione delle cosiddette ghost boats, imbarcazioni in vetroresina abbandonate o alla deriva che rappresentano una delle principali criticità per gli ecosistemi marini e per le attività economiche costiere.
Particolare attenzione è stata dedicata alle strategie di recupero e valorizzazione dei materiali provenienti da questi relitti e dai sottoprodotti dell'industria ittica. L'attività pilota sviluppata da AMAP punta infatti a trasformare questi rifiuti in nuove risorse attraverso processi di riciclo e upcycling finalizzati alla realizzazione di materiali innovativi e sostenibili.
L'evento ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti del Comune di Porto San Giorgio e di Legambiente, che ha illustrato le esperienze maturate nell'ambito dei progetti Reti in Circolo e LIFE MUSCLES, di cui è partner. Le due iniziative promuovono il recupero e il riutilizzo delle reti da pesca e da mitilicoltura dismesse, dimostrando concretamente come materiali destinati allo smaltimento possano acquisire nuovo valore ed essere reimmessi nei cicli produttivi, generando benefici ambientali, economici e sociali.
Le esperienze presentate nel corso della giornata hanno evidenziato come l'economia circolare rappresenti uno strumento concreto per affrontare la sfida dei rifiuti marini, trasformando un problema ambientale in un'opportunità di innovazione e sviluppo sostenibile. L'incontro ha inoltre confermato l'importanza della collaborazione tra enti pubblici, mondo della ricerca,
associazioni, cittadini e operatori del settore della pesca per costruire modelli condivisi di tutela e valorizzazione dell'ambiente marino.




