Agenzia per l'Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca "Marche Agricoltura Pesca" - Regione Marche

Il progetto FLAVOR a Decrecen: terza study visit alla scoperta della “food culture” ungherese

Dal 9 all’11 giugno la città di Debrecen, nella contea di Hajdú-Bihar (Ungheria), ha ospitato la terza study visit del progetto Interreg Europe FLAVOR – Regional food culture as a driver for integrated rural development.

AMAP ha partecipato all’iniziativa insieme alla Regione Marche, partner del progetto, affiancata da una delegazione dello Stakeholder Board regionale composta da Francesco Sabbatini Rossetti (Aprol Marche), Ilaria Santandrea (Copagri), Giorgio Gaddoni e Andrea Montresor (Coldiretti).

L'immagine ritrae la delegazione marchigiana nel Parco nazionale di Hortobágy L'immagine ritrae il team FLAVOR in visita all’azienda agricola HEIT Horseradish and Wine L'immagine ritrae la visita ai frutteti del Derecske Adventure Garden con un trenino trainato da un trattore L'immagine ritrae la delegazione marchigiana accanto al poster di FLAVOR

La visita ha rappresentato un’importante occasione di confronto su come la multifunzionalità dell’impresa agricola possa contribuire a valorizzare in modo autentico e immersivo la cultura gastronomica locale, sostenendo al contempo la sostenibilità economica anche delle realtà di piccole dimensioni e favorendo il coinvolgimento delle nuove generazioni.

Il giro nell’inaspettato “mini bus” del Derecske Adventure Garden ci ha portato alla scoperta dei vasti frutteti che l’azienda coltiva dal 1997. La frutta raccolta, principalmente mele e ciliegie, è venduta direttamente alla grande distribuzione, mentre quella che non soddisfa i requisiti di certificazione è usata per produrre succhi. L’azienda ha anche un orto che rifornisce il ristorante Almavirág, dove è possibile mangiare e acquistare i prodotti dell’azienda. Di recente, il giardino degli alpaca è divenuto una popolare attrazione per famiglie.

La visita è poi proseguita oltre confine, nella regione rumena di Érmellék, presso l’impresa familiare HEIT Horseradish and Wine, impegnata nella valorizzazione di due tradizioni locali: la viticoltura biologica e la coltivazione del rafano (Armoracia rusticana). I partecipanti hanno degustato vini della varietà autoctona Bakator, accompagnati da diverse preparazioni a base di rafano, concludendo il percorso nelle storiche cantine, risalenti a oltre quattro secoli fa.

Un focus sull’innovazione è stato offerto dall’Università di Debrecen, dove il Dipartimento di Scienze Agrarie e Alimentari e Gestione Ambientale coordina il cluster UNIFOOD. Questo sistema produttivo, articolato in sei unità, fornisce alimenti come frutta essiccata, pasta, farine e porridge destinati agli studenti e al personale universitario. Il modello, senza scopo di lucro, si basa sull’approvvigionamento da filiere locali.

Grande interesse ha suscitato anche lo Szender Garden, azienda agricola che applica i principi della permacultura su piccola scala. La realtà combina orticoltura (anche idroponica), forest garden e allevamento di animali da cortile, affiancando alla produzione attività di formazione e un ristorante. Tutti i prodotti serviti provengono direttamente dall’azienda, nel rispetto della stagionalità.

Il giro in calesse al tramonto nel Parco nazionale di Hortobágy, il più antico ed esteso dell’Ungheria nonché patrimonio Unesco, ha svelato l’anima più vera della contea. Le vaste pianure e zone umide dell'Ungheria orientale hanno ospitato per millenni usi e costumi della società pastorale e dell’allevamento di bestiame autoctono, che il Parco preserva e promuove ancora oggi tramite programmi di turismo rurale. Le produzioni alimentari locali sono valorizzate tramite un marchio.

Nell’ultima giornata di lavoro, gli stakeholder hanno presentato buone pratiche per la valorizzazione della multifunzionalità dell’impresa agricola. Per la Regione Marche, Andrea Montresor e Ilaria Santandrea hanno descritto l’articolato sviluppo normativo dall’agriturismo all’enoturismo e oleoturismo a livello regionale, portando esempi concreti di giovani aziende che hanno diversificato la loro produzione con idee innovative. AMAP ha invece presentato i principali risultati del Quick Scan – Una breve panoramica sulla cultura «del cibo» regionale nella Regione Marche.

Le relazioni hanno accresciuto la curiosità dei partner verso la produzione agroalimentare della nostra Regione, che ospiterà la study visit di marzo 2026. Nel mentre, prossimo appuntamento in Lituania a settembre!

 

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