Dal 2 al 4 giugno 2026 si è svolta a Bucarest la terza study visit del progetto Interreg Europe ABC – Agro Building Carbon, organizzata dal Centro meteorologico nazionale rumeno.
La visita di studio si colloca nel terzo semestre del progetto, dedicato alle «colture per l’edilizia sostenibile», capaci, da un lato, di ripristinare la salute del suolo e, dall’altro, di fornire materiali da costruzione bio-based.
Amap ha partecipato insieme a quattro rappresentanti dello Stakeholder Board regionale: Valentina Secondini, Direttrice del centro Europe Direct Marca di Camerino, Alessio Ilari, Ricercatore e docente universitario UNIVPM presso il Dipartimento di Scienze agrarie, alimentari e ambientali (D3A), Massimiliano Savoretti, imprenditore agricolo, e Rodolfo Rascioni, Presidente dell’associazione Poliedra. I differenti background degli stakeholder coinvolti dimostrano la necessità di uno sforzo collettivo nella creazione della nuova filiera “from field to build”.
Durante le giornate di lavoro, sono state svolte numerose visite a diverse realtà che adottano tecniche di agricoltura rigenerativa per accrescere il livello di carbonio nel suolo e valorizzano la biomassa di scarto.
Genesis Biopartner è un impianto a biogas da 2 megawatt che processa circa 100 tonnellate al giorno di rifiuti organici, come cibi invenduti, raccolti nel raggio di 200 km. L’energia elettrica e termica prodotta alimenta l’intero impianto, gli uffici e viene in parte venduta ad una azienda alimentare, mentre il digestato prodotto è usato come fertilizzante per restituire fertilità ai suoli e chiudere il ciclo dell’azoto e del carbonio.
Agri Sol, un’azienda agricola di circa 1300 ha, da oltre cinque anni adotta tecniche di minima lavorazione del suolo e impiega cover crops. Parte della coltivazione è stata certificata per la produzione di carbon credits, venduti su piattaforma privata. L’azienda vorrebbe inoltre reintrodurre la canapa, pianta storicamente diffusa anche in Romania.
L’azienda agricola di Tudor Mariam, invece, ha da poco avviato la produzione di pellet industriale ottenuto interamente dalla paglia dei loro campi. L’impianto è in grado di processare mezza tonnellata di pellet all’ora e rappresenta un altro interessante esempio di diversificazione.
Il Romanian Farmers Club è una ONG che promuove gli interessi degli agricoltori rumeni e stimola la modernizzazione del settore, sia tramite azione di advocacy, sia incoraggiando la formazione degli agricoltori con think tank o appositi corsi post-laurea.
Il Paradisul Cireselor offre a famiglie e bambini l’occasione di raccogliere ciliegie direttamente dalle piante. L’esperienza immersiva nel frutteto rappresenta un ulteriore esempio di multifunzionalità dell’impresa agricola, abbinata, anche in questo caso, all’impiego di tecniche agronomiche rispettose del suolo e dell’ambiente.
Infine, l’azienda agricola di Fanel Petanca, con un’estensione di circa 1400 ha, adotta tecniche di minimum tillage e arricchisce la biomassa del suolo lasciando la paglia nel terreno. La visita all’azienda e lo stimolante confronto con Liliana Piron (LAPAR - League of Agricultural Producers Associations of Romania) hanno offerto un’autentica panoramica sulle sfide dell’agricoltura rumena nel cammino verso la sostenibilità: dalla siccità ad una gestione sempre più complessa della fauna selvatica, dalla chiusura degli allevamenti ad una normativa nazionale più stringente di quella europea.
Le numerose realtà visitate dimostrano come solo un settore agricolo sostenibile, moderno e competitivo possa rappresentare la base per la nuova filiera della bioedilizia, valorizzando al meglio quelle colture che permettono lo stock di carbonio nel suolo, prima, e nei materiali edili, poi.
La study visit ha avviato quindi la riflessione che porterà alla definizione di un database europeo delle construction crops, uno degli obiettivi del progetto ABC!





