Si è svolta lo scorso 29 maggio, presso il sito sperimentale LOV di Apiro (MC), area pilota di AMAP nell’ambito del progetto AINATURE, una visita dimostrativa dedicata all’approfondimento delle attività di ricerca e innovazione in campo agroecologico. All’iniziativa hanno partecipato tre docenti dell’Istituto di Istruzione Superiore “Cuppari-Salvati” di Jesi, tra cui il Vicedirettore, interessati a conoscere da vicino le sperimentazioni in corso e le possibili applicazioni didattiche e formative delle tecnologie presentate.
L’incontro si è aperto con la presentazione delle attività di AMAP e del progetto europeo Interreg IPA ADRION AINATURE – Exploitation of AI for the protection of the natural resources in the ADRION region, che promuove l’impiego dell’intelligenza artificiale e di strumenti innovativi per la tutela delle risorse naturali e la gestione sostenibile dei sistemi agricoli nell’area adriatico-ionica. Il progetto coinvolge, oltre ad AMAP, l’Università Politecnica delle Marche attraverso il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche (DIISM), insieme a partner di diversi Paesi dell’area adriatico-ionica, tra cui Grecia, Croazia, Serbia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.
Successivamente è stata illustrata l’attività del Centro Studi di Agroecologia Biorigenerativa ARCA e il ruolo del sito sperimentale LOV come laboratorio a cielo aperto dedicato alla sperimentazione di pratiche agricole innovative.
La parte centrale della visita è stata dedicata alle prove in campo, dove il confronto diretto tra pratiche agricole innovative e convenzionali ha permesso di osservare concretamente le differenze tra una gestione biologica tradizionale e una di tipo conservativo, evidenziandone gli effetti sulla qualità del suolo e sull’ambiente.
In questo contesto sono state presentate anche le tecnologie utilizzate per lo studio dell’erosione del suolo e del movimento dell’acqua in caso di eventi piovosi, che consentono di raccogliere e analizzare ciò che viene trasportato fuori dal campo, sia in termini di particelle di terreno sia di sostanze nutritive. Parallelamente, vengono effettuate misurazioni che permettono di valutare anche l’attività biologica del suolo, come la cosiddetta “respirazione del suolo”, indicatore dello stato di vitalità e della presenza di processi di degradazione o rigenerazione.
È stato inoltre approfondito il disciplinare Organic Regenerative Agrisoil System, sviluppato da ARCA, basato sui principi dell’agricoltura rigenerativa. Questo approccio punta a migliorare la fertilità del suolo attraverso rotazioni colturali ampie, riduzione delle lavorazioni e mantenimento di una copertura vegetale costante. L’uso di colture di copertura non destinate alla produzione contribuisce inoltre a proteggere il terreno dall’erosione e a favorire la biodiversità.
La visita si è conclusa con un momento di confronto tra partecipanti e relatori, durante il quale sono emerse riflessioni sulle opportunità offerte dall’agricoltura di precisione, dalla sensoristica e dall’intelligenza artificiale per una gestione sempre più sostenibile delle risorse
naturali. L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra ricerca, innovazione e formazione, contribuendo alla diffusione di pratiche agricole orientate alla sostenibilità e alla resilienza dei sistemi produttivi.





