Agenzia per l'Innovazione nel Settore Agroalimentare e della Pesca "Marche Agricoltura Pesca" - Regione Marche

AMAP ad Aquafarm 2026: Living Lab, mercato e innovazione per la Blue Bioeconomy, ospiti del progetto INTERREG BIOBASED

Il 18 e 19 febbraio, nell’ambito di AQUAFARM, fiera internazionale dedicata all'acquacoltura, pesca e tecnologie marine presso Pordenone, si sono svolte due giornate di lavoro dedicate al progetto Interreg BIOBASED – Development support of blue biorefinery in the Adriatic Sea. Un doppio appuntamento che ha unito sperimentazione partecipata e confronto strategico su mercato e regolazione, coinvolgendo ricerca, imprese e stakeholder del settore.

L'immagine ritrae una lavagna con lo schema di co-design elaborato durante il Living Lab.L'immagine ritrae i partecipanti durante una sessione di Living Lab coordinata dal CNRL'immagine ritrae i partecipanti durante una sessione di networking nell’ambito del progetto BIOBASEDL'immagine ritrae i partecipanti durante una sessione di lavoro attorno al tavolo di confronto

BIOBASED promuove sistemi di acquacoltura multitrofica integrata (IMTA) rigenerativa, associando la coltivazione di macroalghe agli impianti di mitilicoltura e ostricoltura già attivi nell’area adriatica. Il progetto ha individuato quattro siti pilota tra Italia e Croazia, selezionato specie autoctone e avviato sperimentazioni in mare per testare densità, rese e performance ambientali. Parallelamente, sta sviluppando processi di bioraffineria per trasformare la biomassa algale in prodotti destinati al mercato.

La prima giornata, a cui AMAP ha partecipato in qualità di stakeholder istituzionale, è stata dedicata a un incontro di co-design secondo l’approccio Living Lab, ospitato dallo stand dell’Associazione Mediterranea Acquacoltori (A.M.A.) e coordinato da Andrea Miccoli (PhD, CNR).

Il Living Lab è stato finalizzato alla co-creazione di soluzioni innovative tra ricerca, imprese, istituzioni e cittadini, secondo il modello della quadrupla elica integrando competenze diverse per generare innovazione concreta e condivisa. È emerso con chiarezza il ruolo strategico di agenzie pubbliche come AMAP, fondamentali nel facilitare l’accesso a fondi e bandi, sostenere l’innovazione e creare reti territoriali.

L’esperienza conferma come il Living Lab rappresenti uno strumento efficace per costruire percorsi di innovazione sostenibile con impatto economico, sociale e ambientale.

La seconda giornata ha ospitato il 3° Networking Event del progetto BIOBASED, focalizzandosi sulle opportunità di mercato e sui percorsi regolatori per i prodotti della Blue Bioeconomy.

Dopo l’illustrazione dello stato di avanzamento del progetto da parte di Matteo Francavilla (PhD, Università di Foggia - Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimenti, Risorse Naturali e Ingegneria), l’approfondimento centrale è stato dedicato a mercato e normativa, a cura di Silvio Viglia (ENEA) e Marta Buccaro (Consorzio Italbiotec).

È emerso come la principale barriera allo sviluppo delle biotecnologie blu sia di natura regolatoria: la sovrapposizione di normative ambientali, alimentari, sui fertilizzanti e sicurezza chimica rende i percorsi autorizzativi complessi, soprattutto per le PMI. La semplificazione normativa e l’armonizzazione dei processi autorizzativi sono quindi condizioni essenziali per favorire investimenti e scalabilità.

Il panel con Giuseppe Prioli (Mitilicoltori Emilia-Romagna), Federico Pinza (Mitilicoltori Spezzini e A.M.A.) e Mauro Monaco (Consorzio Molluschicoltori Olbia), rappresentanti del comparto della molluschicoltura italiana, ha riportato l’attenzione sulla sostenibilità economica dei sistemi IMTA, evidenziando l’importanza di modelli di business sostenibili e di un quadro autorizzativo chiaro.

Il confronto si è ulteriormente arricchito con l’intervento di esponenti del Dipartimento di Design del Politecnico di Milano, che hanno ampliato la prospettiva mostrando come il biodesign possa favorire la valorizzazione dei derivati algali nei settori alimentare, tessile e del packaging, aprendo nuove traiettorie di mercato per la blue bioeconomy.

Infine, Zrinka Marić (Centro per l’Impreditoria – Dubrovnik) ha sottolineato il ruolo delle PMI nell’adozione di sistemi acquacoltura multitrofica integrata, portando il punto di vista croato sullo sviluppo sostenibile del settore.

Le due giornate hanno evidenziato come l’innovazione nel settore agroalimentare e della pesca richieda un approccio integrato: sperimentazione condivisa, chiarezza normativa e visione di mercato. La collaborazione tra enti di ricerca, imprese e agenzie pubbliche si conferma una leva strategica per trasformare il potenziale delle risorse marine in opportunità concrete di sviluppo sostenibile per i territori.

 

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